Venezuela: leadership AN contesa tra gruppi di opposizione in competizione

Lo scorso 5 gennaio, i membri dell’Assemblea Nazionale del Venezuela hanno eletto la nuova leadership come prescritto dalla Costituzione. Il nuovo presidente dell’Assemblea Nazionale, Luis Parra, eletto a maggioranza, sostituirà Juan Guaidó. Non è una chavista né un membro del partito di governo PSUV.

Ma quella non sembrava essere la preoccupazione di nessuno perché non dovrebbe essere così in un processo democratico. Tranne ovviamente per Guaidó che ha molto da perdere. Perdendo la carica, perderà il suo status di presidente autoproclamato del paese. Quindi che si fa? Semplice. Protetto i tuoi sostenitori nazionali ed esteri, crea un corpo parallelo, chiamalo Assemblea Nazionale e… proclama te stesso come presidente dell’organo incostituzionale! Dopotutto, quella strategia ha funzionato un anno fa nel tenere in ostaggio l’intero paese, ed è facile quando la tua giunta direttiva viene dal governo imperiale degli Stati Uniti.

Questo sembra essere esattamente ciò che ha fatto Guaidó.

È importante ricordare che quando nel 2015 il partito di governo, il PSUV, perse la maggioranza in seno all’Assemblea Nazionale, non vi fu alcun grido di frode. Invece, l’Assemblea dominata dalla destra ha maldestramente di spingere la sua agenda politica tentando fraudolentemente di incorporare tre deputati la cui elezione è risultata irregolare. Per questo motivo, è stata dichiarata in stato di oltraggio dalla Corte Suprema. Nel 2015, la AN aveva come unico mandato dichiarato quello realizzare un colpo di Stato parlamentare, incostituzionale, contro il governo di Nicolas Maduro. La nuova giunta direttiva della AN sembra promettere di seguire il suo mandato legislativo all’interno della costituzione venezuelana.

Juan Guaidó ha affermato che a lui e ai suoi colleghi di partito è stato impedito con forza di entrare nell’edificio dell’Assemblea Nazionale per votare. I media dominanti hanno propagato questa menzogna nonostante prove video mostrassero il contrario. Solo una persona è stata fermata per non avere l’autorizzazione appropriata. Altri, incluso Guaidó, potevano procedere. Tuttavia, Guaidó ha preso una decisione sbagliata o calcolata di “solidarietà” nel non procedere. Si sente dire: “No, no, nessun altro procederà fino a quando non lo faranno entrare [persona senza autorizzazione].” Alcuni deputati di Guaidó erano entrati nell’edificio della AN.

In uno sviluppo drammatico e sorprendente il 7 gennaio, ci sono state notizie secondo cui Guaidó e i suoi deputati avevano preso l’edificio della AN espellendo la nuova giunta direttiva eletta e i suoi deputati. Questo potrebbe essere visto come un golpe. Ma non è chiaro contro chi sia diretto il colpo di Stato. Il presidente eletto della AN, Luis Parra, non è un membro del PSUV al governo, quindi, a tutti gli effetti, non si tratta di una sorta di conquista dell’assemblea da parte del governo. Inoltre, Parra è stato recentemente espulso dal partito di opposizione Primero Justicia a seguito di accuse reciproche di corruzione con Guaidó. In questo contesto, ciò che vediamo sembra più una lotta interna per il potere all’interno dei gruppi di opposizione. L’opposizione venezuelana di destra ha una lunga storia di divisioni e conflitti, quindi questo comportamento non è insolito, è solo molto più pubblico adesso.

Nella sua prima dichiarazione pubblica, Luis Parra ha promesso di depolarizzare il paese e il parlamento, cercando posizioni non conflittuali per raggiungere la riconciliazione. Ha invitato il presidente del paese Nicolás Maduro a tornare al quartier generale del suo potere e ha chiesto alle forze armate di non schierarsi. Ha anche respinto qualsiasi interferenza esterna e di essere responsabile solo nei confronti dei venezuelani. Questo lo mette completamente in rotta di collisione frontale con Guaidó, che non prenderà in considerazione nessun’altra opzione se non la totale espulsione di Maduro e del suo governo. Questa determinazione è pienamente supportata dagli Stati Uniti, dall’UE e dal cosiddetto gruppo Lima che hanno dichiarato il loro sostegno a Guaidó.

Al momento della stesura di questo articolo, non è chiaro cosa succederà. Resta il fatto che lo scontro politico in Venezuela si è intensificato con l’aggiunta di una AN composta da deputati che rappresentano principalmente una ristretta gamma ideologica e un consiglio presieduto da Juan Guaidó non eletto, e una AN composta da deputati che rappresentano diversi partiti la cui giunta direttiva è stata eletta da tutti i deputati presenti. Le “assemblee nazionali” sono entrambe dominate da membri che si oppongono al governo di Maduro e favorirebbero il regime change.

I venezuelani che desiderano ardentemente la pace e la normalità nel loro paese hanno ragione per considerarsi ancora tenuti in ostaggio dall’intolleranza di gruppi di opposizione inconciliabili, e non da un governo legittimo che cerca di superare precisamente la crisi sociale ed economica che questi gruppi stanno causando al paese coadiuvati da interventi stranieri.

Alla fine, il Venezuela può ancora contare sull’Assemblea Nazionale Costituente, istituita dopo che la AN 2015-2020 è stata dichiarata in segno in stato di oltraggio, che è ancora l’organo legislativo fino alle elezioni per la AN 2020-2025 che si terranno entro la fine dell’anno.

di Nino Pagliccia – One World

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